Un minuto al lancio

Un minuto al lancio

di Fabio De Blasio

“Guarda giù, questa è più o meno l’ altezza a cui ti lancerai domani”, questa è la prima cosa che ricordo nitidamente di quel viaggio a Pribram, dettami da Emilio, il mio maestro, mentre il nostro aereo di linea stava atterrando in Repubblica Ceca. Non esiste un modo per far capire a chi legge questo articolo, cosa si provi a lanciarsi nel vuoto, è una sensazione talmente forte e adrenalinica che solo chi si è paracadutato può capire ma ci proverò rendendo essenziale la mia esperienza.

Arrivati all’ Aeroporto di Pribram, mi sembra di tornare a scuola. So che domani dovrò buttarmi da un aereo e la mia conoscenza di nozioni di paracadutismo sta a zero. Ascolto, con la massima attenzione, il mio Jump Master americano, la mia soglia di attenzione è a mille e fortunatamente il suo inglese è più che comprensibile anche per chi come me, ha alle spalle un inglese scolastico e nulla più. La sessione serale scorre veloce, il nostro approccio per ora è solo teorico e nonostante tutto mi sento tranquillo. Guardo al mio fianco e vedo un mio fratello Vigorlegio, Mathieu, spingo lo sguardo poco più avanti e scorgo Emilio sorridente, sembra che niente possa andare storto. Valentina, un altro membro del nostro Team, ci aspetta fuori dalla camera, sta sistemando le ultime pratiche burocratiche per domani e anche lei sembra più che tranquilla. E’ ora di andare a cena.

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Vigorlegio Kombat Team
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