Il Cammino di Santiago di Compostela

Il Cammino di Santiago di Compostela

Questo viaggio è stato organizzato in fretta e furia in soli dieci giorni, ma con una voglia intensa di vivere questa avventura appieno.
Il cammino essendo giorno dopo giorno una continua marcia che poteva variare dai 20 ai 30 km al giorno, doveva anche essere studiato sul piano logistico, uno zaino con un peso di non oltre il 10% del proprio peso, un peso superiore si sarebbe di fatto sentito sulle spalle e sulle ginocchia.
Che cosa portare dunque?
Risposta ovvia, il minimo indispensabile:
1 pantaloncino da marcia
1 tuta per le soste
1 pile
2 slip
2 paia di calze antivesciche
1 kit pronto soccorso
1 cerata
1 berretto di lana
Block notes + matita
1 piccolo kit pulizia personale
1 torcia
1 paio di ciabatte
1 paio di scarpe da corso in montagna
1 bastone da marcia

Il dubbio era semplice avremmo attraversato diversi terreni, boschi, colline, montagne, pianure, paesi e grosse città, anche diversi climi e temperature, si perché nonostante fossimo nel mese di agosto, la mattina il freddo era davvero pungente, passando poi al caldo del primo pomeriggio ed al fresco serale.
Arriviamo di sera al nostro punto di partenza, ci svegliamo presto ed inizia subito la marcia, zaino in spalla e passo dopo passo cominciamo a macinare i primi km, l’idea è semplice partire presto la mattina, per le sei, in modo da arrivare presto agli albergue, ostelli speciali per i pellegrini, gestiti da scuole, comuni, enti religiosi, oppure privati, al costo di circa 5 euro a notte, ovviamente vuol dire camerate anche con sessanta persone, docce, bagni, cucina in comune, in questo modo abbiamo conosciuto migliaia di persone di ogni età provenienti da tutto il mondo, una cosa davvero unica.
Arrivare presto vuol dire trovare un posto sicuro, altrimenti tocca continuare a marciare fino al prossimo albergue, che potrebbe anche essere a parecchi chilometri di distanza.
Inoltre arrivando presto si ha il tempo di fare una doccia, riposarsi, fare stretching, fare un minimo di spesa per mangiare ma soprattutto visitare i luoghi che ci circondano.
Il cammino è davvero bello anche perché riprende la rotta dei templari, molto particolare, man mano che marciamo recuperiamo alcuni oggetti tipici dei pellegrini, la conchiglia di Saint Jacques (cappasanta) ed una piccolissima zucca.
Alcuni dei posti che più ci hanno colpiti sono stati: Leon, Astorga, i boschi di eucalipto, ma è impossibile fare delle preferenze tutto il cammino è davvero unico, si continua ad incontrare persone di ogni genere, dal religioso, allo sportivo in gara con se stesso, allo spirito libero o alla comitiva di amici, che spesso si formano direttamente durante il cammino. Di volta in volta che si incontra un altro Pellegrino, perché non importa se siete religiosi o no come nel mio caso e della mia compagna di avventura, tutti vi chiameranno pellegrini e tutti vi saluteranno, siano essi altri viaggiatori o semplicemente gli abitanti dei paesi o delle città che incontrerete e sentirete continuamente: Buen Camino.
Un piccolo episodio che ricordo davvero con piacere è stato quando arrivati a Sanitibànez de Valdeiglesias, stanchi per la lunga marcia, inoltre con la pioggia, ci siamo fermati all’ albergue, ma il paese era piccolo ed i pochi negozi erano chiusi, non c’erano ristori e non avevamo nemmeno più le nostre razioni MRE, cibo di emergenza liofilizzato. Tutti i paesani erano impegnati nella festa di paese, musica, canti, balli, giochi e tavolate con paella e cibo a volontà. Noi dopo esserci sistemati nelle brande siamo usciti per il paese per assistere alla festa, pensando che avremmo oramai mangiato il giorno dopo alla prima tappa, ma dopo pochi minuti ci hanno fermano alcuni paesani e non riconoscendoci come gente del posto ci hanno chiesto se eravamo pellegrini, avuto il nostro SI di risposta, dopo pochi minuti ci hanno portato due piattoni di paella strabordanti e cerveza (birra) e poco dopo ancora pane, altra birra ed il gelato, ci siamo resi conto che essere pellegrino sulla rotta per Santiago viene assolutamente visto dai locali come una cosa positiva.
Questo è solo uno dei bellissimi ricordi che porto dentro di me, che ho un amore totale per i viaggi, per l’avventura e per tutto quello che è nuovo.
Marciando e marciando ancora i km si consumano, la stanchezza aumenta, si perdono anche i kg in eccesso. La sera negli albergue, si trovano nuovi amici o facce già viste lungo il cammino, oppure persone con cui si è marciato per alcuni km assieme parlando del più e del meno, è sempre un grande piacere rivedere volti conosciuti e scambiarsi le opinioni sulla giornata.
Più ci si avvicina all’arrivo e più si vedono scene da corsia ospedaliera la sera, bolle, cerotti, bendaggi dei piedi, oppure i famosissimi type (strisce adesive colorate per il sostentamento degli arti e muscoli doloranti) che qui davvero hanno spopolato. A questo proposito ricordo con piacere un evento: eravamo quasi arrivati alla città di Sarria, la mia compagna di viaggi nonostante fosse un’ ottima marciatrice, meglio di un vecchio alpino, aveva dei problemi al ginocchio, si era infiammato e stava marciando senza sosta, zoppicando visibilmente, altro non si poteva fare. Una coppia composta da un ragazzo colombiano ed una ragazza americana, conosciutisi durante il cammino e che condividevano la stessa strada da giorni, ci hanno fermato ed il ragazzo subito ha estratto dalla tasca il type, perché anche lui soffriva da giorni di dolori ed infiammazioni alle gambe e spalle, ha applicato il type a Valentina, mia compagna di viaggi e di vita, in modo da poter continuare il percorso ed arrivare fino alla nostra prossima tappa, dopo aver scambiato due chiacchiere e dopo il saluto di rito, Buen Camino, riprendiamo tutti il nostro viaggio, questo è lo spirito del cammino.
Passano i giorni e passano i km, i timbri sulla Credencial del pellegrino di Santiago aumentano sempre di più, documento che serve per poter dimostrare realmente di aver completato il cammino; in questo modo arrivati a Santiago si può richiedere la Compostela all’ufficio comunale, dopo aver consegnato appunto quest’ultima e dopo aver risposto alle domande degli impiegati, perché è impossibile riceverla se non si sono almeno fatti gli ultimi 100 km a piedi o 200 in bici o a cavallo.
Ogni timbro sulla Credencial diventa un ricordo unico, il sello (timbro) lo si richiede negli albergue, oppure nei ristoranti, nei comuni, nelle chiese nei negozi lungo il cammino.
Quando siamo arrivati finalmente alla periferia di Santiago non sembrava vero, foto ricordo vicino al cartello con il nome della città e dopo in marcia verso la metà, la cattedrale, dove arriviamo solo dopo un ora e mezza di marcia, gli ultimi km.
Mano a mano che ci avviciniamo troviamo una città sempre più viva e vivace, con migliaia di pellegrini, alla fine mettiamo piede nella piazza della cattedrale, entriamo nella cattedrale che è bellissima a livello architettonico, assistiamo anche alla cerimonia religiosa molto particolare, che pur da ateo rimane un bello spettacolo.
Siamo alla fine di un lungo viaggio, introspettivo, anche se in compagnia è un viaggio dove si può stare con i propri pensieri per conoscersi meglio, è un viaggio avventura, un viaggio sportivo e mille altri viaggi ancora.
Ho viaggiato molto nella mia vita con lo zaino in spalla ed una cartina, vivendo i luoghi che visitavo nel modo più totale immergendomi completamente nell’atmosfera del luogo. Il cammino di Santiago è un viaggio che consiglio davvero a tutti, in quanto rispecchia pienamente lo spirito del pellegrino, con lo zaino in spalla e via.
Questo viaggio mi ha davvero arricchito

 

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